Gaia Luce

Questo logo è un augurio e un invito all’apertura e alla consapevolezza,
per tutti noi che apparteniamo a “Gaia”, la Madre Terra,
per vivere accettandoci per ciò che siamo nell’interezza corpo, mente e spirito,
perseguendo l’apertura alla “Luce”.

Scopriamoci e integriamoci in questo grande universo,
dove la lieve traccia che lasceremo richiede responsabilità e volontà.
Senza mai dimenticare che la dualità appartiene a questo nostro mondo,
sapendo che tutto è vibrazione e che il "positivo" e il "negativo"
sono i poli di una stessa frequenza, emergiamo da ciò che ci blocca e inibisce
aspiriamo all'amore, alla gratitudine, alla quiete e alla gioia di sentirci parte di un tutto.


Il Fior di Loto

Per la tradizione indiana, ma in generale nella spiritualità orientale,
il fior di loto ha un significato simbolico ed esoterico:
è un simbolo di purezza e di elevazione spirituale,
poiché cresce incontaminato al di sopra delle acque fangose.
Metafora delle fasi evolutive dell’uomo, é simbolo dello spirito che trascende la materia.


Il loto affonda le sue radici in profondità, nella terra fangosa e nel buio.
Allo stesso modo noi esseri umani affondiamo le nostre radici in quei pensieri e quelle emozioni che generano paure, angosce, ansie, senso di possesso dalle quali si generano falso amore e bisogno di identificazione.
Tutto ciò porta a recitare dei ruoli, ad atteggiamenti innaturali e costruiti, a falsi desideri e bisogni, a competizioni e a quei comportamenti inconsapevoli, gretti, bassi, poveri e meschini, che nulla sono se non la manifestazione inconsapevole degli istinti primordiali di sopravvivenza di un io egoico spogliato dal Sé.
Quotidianamente siamo alle prese con tutto questo che ci alimenta e che manteniamo alimentato: come il loto con le sue radici, noi non possiamo prescindere da questi radicamenti terreni, ma possiamo "vedere" cosa attingiamo.

Il loto allunga il suo stelo dentro l’acqua in un moto spontaneo, alla ricerca di aria e luce.
Questa crescita rappresenta il nostro vivere, l’affrancamento da paure e angosce, l’accettazione e il superamento di rigidi pensieri, le intuizioni e i sentimenti più nobili, le aspirazioni profonde, i sogni nel cassetto e la volontà di andare oltre. A differenza dalla spontaneità della natura, per noi umani questo processo, sempre mediato dalla mente e dalla qualità dei nostri pensieri, è estremamente faticoso, perché si originano disillusioni, aspettative mai o non sufficientemente colmate, traumi emotivi, sofferenze sentimentali, blocchi relazionali, difficoltà comunicative e tanto altro.
Ricordare la spontaneità dello stelo del loto, ci aiuta a vivere l'attimo presente e ad eliminare il giudizio ritrovando la naturalezza dell’Essere quando ci confondiamo altalenando fra polarità contrastanti: luce e buio, giusto e sbagliato, buono e cattivo, passato e futuro, ecc,

Il loto poi trova l’aria e la luce, sboccia e si apre gioiosamente: prende forma, si colora ed emana profumo.
Con determinazione, costanza, in un moto spontaneo e naturale, con un’offerta di se stesso libera, gratuita, unica e irripetibile, senza chiedersi quando, come o con chi troverà la luce, il loto arriva a trasmutare e a trascendere la pesante materia di cui si nutre.
E’ così può essere l’espressione di ogni essere umano: creativa, completa, perfetta per come è, svincolata da modelli e confronti, senza mai perdere la consapevolezza di essere nutrito dalle necessarie energie: quelle terrene, materiali, confinate, grossolane, pesanti e quelle aeree, allargate, spaziose, leggere, eteree.
E’ meraviglioso pensare che gli esseri umani, pur con culture, usi e costumi differenti, possano aprirsi alla luce di una personale, naturale e profonda spiritualità, nutrita costantemente dalla materia che, trascesa, accende la sacralità di ogni cosa, di ogni essere, di ogni evento, di ogni esperienza, per portare colore, forma e profumo in quell’istante di un tempo infinito, che consuma la vita terrena.